LED Made in Europe

Led made in Europe

Qualità

Prendiamo in esame esclusivamente le barre lineari perché è molto complesso esprimere giudizi di qualità sulle lampade con attacco a vite (con bulbo in vetro) o che sostituiscono le alogene o quelle elettroniche. Con il termine “lampada”, in questo capitolo intendiamo quindi esclusivamente riferirci alle “barre”.

Verificare la presenza del Marchio CE


Fig. 1 – Il marchio CE

Il marchio “CE”  indica che il prodotto è conforme alle disposizioni comunitarie per quanto riguarda la progettazione, la fabbricazione, l’immissione sul mercato ed il funzionamento.

E’ un contrassegno che viene apposto dal fabbricante sul prodotto stesso, una sorta quindi di autocertificazione. Con l’applicazione del marchio (adesivo, serigrafia, incisione, timbratura ecc.) il produttore del bene ne autocertifica la rispondenza ai requisiti imposti per la commercializzazione e l’utilizzo nella Comunità Europea.    

Il simbolo CE non rappresenta il luogo di origine del prodotto e non fornisce alcuna informazione sul luogo di produzione. Non è quindi sufficiente costruire in Europa per essere autorizzati ad usare il marchio CE, ma occorre costruire conformemente alle direttive europee. E’ quindi possibile marchiare “CE” un prodotto costruito fuori dalla Comunità (ad esempio in Cina) purchè rispondente ai requisiti comunitari.

Analogamente è possibile costruire un prodotto in Europa e non marchiarlo affatto. Ottenere il marchio costa denaro e quindi si può risparmiare semplicemente evitando di applicarlo, ma nel caso delle lampade a led si incorre in una violazione di legge.

Mai sentito parlare del marchio “China Export” ?

Si tratta di una falsificazione del vero marchio CE, e viene utilizzato per aggirare le normative della Comunità Europea. Il falso logo assomiglia molto all’originale, tanto che difficilmente un utente poco esperto è in grado di vederne le differenze. Ecco i due marchi a confronto:

Fig. 2 – Il vero marchio CE e il falso marchio CE (China Export)

Foto tratta e concessa da Wikipedia Italia  alla voce “Marcatura CE” secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.

Fonte originale: http://notizie.guidaconsumatore.com/005628_il-marchio-ce-cinese-confonde-la-comunita-europea/

Per prima cosa è opportuno sincerarsi che la lampada che stiamo per acquistare sia marchiata CE ( e per quanto possibile, che non si tratti del falso logo) perché la legge vieta la vendita di lampade a led  prive di marchio comunitario.

Superata (grazie al marchio CE) la distinzione tra prodotti vietati e prodotti regolari, le successive informazioni riguardano le differenze tecniche tra prodotti, con impatto negativo o positivo sulla durata, l’affidabilità ecc. ecc.

Come verificare che la dissipazione del calore sia efficace

Tutti i led scaldano e occorre sempre dissipare il calore da essi emesso, anche se minimo.

Dissipare calore vuol dire  “portarlo lontano” e, in base alle caratteristiche della lampada, si usano tecniche diverse. Possiamo distinguere sostanzialmente 4 metodi per allontanare il calore, elencati di seguito in ordine crescente di efficacia e conseguentemente di prezzo:

 

  1. Barre con corpo in plastica

La plastica è un pessimo dissipatore di calore, si usa per basse intensità luminose e per prodotti giocattolo. Viene utilizzata per lampade con bassa luminosità perché, di conseguenza, producono poco calore e poca luce. Si usano all’interno di armadi e scaffali, per illuminare cassetti o piccole superfici isolate. A questa categoria appartengono i prodotti più economici in assoluto, spesso curati nell’estetica, ma a volte carenti per prestazioni e qualità dei materiali.

 

  1. Barre con corpo in plastica accoppiato a metallo

Spesso, ad un corpo in plastica poco efficace per la dissipazione, viene accoppiato un sottile foglio di metallo che aiuta ad allontanare il calore. Questo tipo di lampada possiede in genere una maggiore potenza ed una maggiore luminosità rispetto a quelle che utilizzano solo la plastica, ma i vantaggi qualitativi sono minimi.

 

  1. Barre con corpo in metallo (alluminio)

Il corpo della lampada è costituito da un profilato in alluminio che può assumere diverse dimensioni, forme e spessori in funzione dell’uso e del calore che è necessario dissipare.

L’uso di materiali plastici è limitato ai tappi di chiusura laterali, mentre gli elementi diffusori trasparenti (le cosiddette coperture) sono realizzate in tecnopolimeri speciali ad alta resistenza termica.

Si tratta di prodotti di qualità elevata, che in genere sono stati progettati con attenzione rivolta alla loro affidabilità nel tempo, provvisti spesso di garanzie di 3 o 5 anni.

 

  1. Barre con corpo in metallo e sistema di ventilazione forzata

Si tratta di lampade utilizzate in ambito professionale (musei, monumenti, illuminazione cinematografica, grandi superfici urbane ecc. ecc.). Sono provviste di un ventilatore, in genere usato per “estrarre” il calore e convogliarlo all’esterno del corpo illuminante. Oltre alle barre, questo settore molto specifico vede la presenza di prodotti di forme tradizionali come proiettori dotati di lente, dissipatori maggiorati ed altri accorgimenti per garantire elevatissime prestazioni anche all’esterno. Il costo è il più elevato in assoluto e, a meno di non abitare in un castello, non trovano applicazione in ambito domestico.


Cosa succede se il calore non viene efficacemente dissipato ?

Per fortuna il rischio di incendiare la propria casa è minimo, se non del tutto inesistente, perché le temperature in gioco non sono elevatissime. A soffrirne sarà però il nostro amico led, ovvero il componente elettronico vero e proprio, che non sopporta di “lavorare” a temperature eccessive. Tutti i led sono progettati per godere di buona salute e durare a lungo, a patto che siano utilizzati nel modo previsto dal costruttore. Se vengono superate le temperature massime prescritte, a causa per esempio di una dissipazione non efficace, il led subirà una drastica riduzione delle propria vita operativa e avrà un elevato rischio di “bruciarsi” anzitempo (non prende fuoco nel senso letterale del termine, ma semplicemente viene interrotta in modo permanente l’emissione luminosa ed il componente si “spegne” senza alcuna possibilità di essere ripristinato se non sostituendolo con un altro led).


La durata dei led

Tutti i led (anche quelli molto economici) sono costruiti per durare a lungo, migliaia di ore e quindi alcuni anni di funzionamento. Il costo dei led aumenta in genere con l’aumentare della loro potenza e quindi della loro luminosità. Per costruire lampade di basso costo ma con luminosità elevata è sufficiente fornire loro più corrente di quanto previsto dal produttore: in tal modo i led brilleranno di più, ma la loro durata sarà drasticamente ridotta. Purtroppo non è possibile individuare queste situazioni senza una strumentazione idonea pertanto occorre fare attenzione ai prodotti che promettono una forte luminosità ad un prezzo molto attraente.



Fig. 3 – Led bruciati su 3 distributori automatici (foto interno Fiera Milano maggio 2013)


Le fotografie di Fig. 3 rappresentano una tipica situazione di led bruciati (segnalati dalle frecce rosse), montati su strisce adesive utilizzate all’interno di 3 diversi distributori automatici.

Questi led non potranno essere sostituiti singolarmente ma sarà necessaria la completa sostituzione dell’intera striscia.


L’alimentatore: problemi e durata

L’alimentatore trasforma la tensione di casa da 220 Volt  in 12 o 24 Volt con la quale fornire energia ai led. E’ un dispositivo importante perché potrebbe a sua volta bruciarsi oppure generare fastidiosi disturbi elettromagnetici ai quali sono sensibili radio, stereo, TV e cellulari.

Un alimentatore non adeguatamente “filtrato” non è in grado di bloccare i cosiddetti “disturbi di rete”, vere e proprie scariche elettriche di bassa intensità che si creano lungo la complessa rete elettrica esterna per poi introdursi nell’impianto domestico. Queste scariche sono innocue per l’uomo, ma dannose per i sensibili circuiti delle apparecchiature elettroniche. I televisori e gli altri dispositivi presenti in una normale abitazione sono protetti da questo tipo di inconveniente, ma le barre a led si affidano quasi esclusivamente alla capacità protettiva dell’alimentatore.

Anche gli alimentatori scaldano e hanno una durata limitata nel tempo, in genere inferiore a quella dei led. Quando si parla di “durata 30-50.000 ore” in genere ci si riferisce al componente elettronico led e non all’alimentatore, che invece viene garantito per 2 anni di funzionamento ovvero attorno le 17.000 ore. Le barre e le lampade economiche potrebbero riservare sorprese negative per la complessa reperibilità degli alimentatori di ricambio, in sostituzione di quelli eventualmente danneggiati.

L’eccessivo riscaldamento di un alimentatore è sintomo di errato dimensionamento dello stesso, ovvero è stato scelto un dispositivo poco potente, che non è in grado di soddisfare la richiesta di energia dei led. Un buon alimentatore dovrebbe scaldare poco e non essere una stufetta.

Attenzione anche a dove viene posizionato: occorre evitare gli spazi non ventilati e il contatto con superfici che possono danneggiarsi con il calore. Alcuni modelli sono certificati per essere fissati a contatto dei mobili in legno, altri per funzionare in luoghi scarsamente ventilati.

Se sull’esterno del prodotto si trova una buona dose di marchi (tra cui l’indispensabile marchio C E) si può iniziare ad essere tranquilli.

Attenzione però ad eventuali utilizzi particolari perché occorrono marchi specifici: usare un alimentatore in esterno richiede un proprio marchio, così come l’utilizzo in spazi angusti o poco ventilati. In caso di dubbio è opportuno richiedere adeguate informazioni al venditore.


Sostituzione dei led bruciati

Purtroppo la sostituzione di un singolo led bruciato è possibile solo in fabbrica.

I fabbricanti più corretti informano l’acquirente, come nell’esempio di Fig. 4


Fig. 4 – Avvertenze e dati tecnici stampati su imballo di una lampada a led


Quando sono usate le strisce di led incollate e si brucia un solo led, occorre sostituire l’intera striscia oppure rivolgersi all’installatore che dovrà intervenire aprendo la lampada. Spesso però è difficile poter effettuare una riparazione efficace perché non è facile reperire il medesimo modello di led (deve essere tassativamente lo stesso per colore, potenza, caratteristiche elettriche ecc. ecc.).

Quando i led sono montati su un supporto rigido (circuito stampato) occorre distinguere due casi: se il circuito stampato è un pezzo unico, occorre sostituirlo integralmente. Se il circuito stampato è modulare allora si potrà limitare la sostituzione del pezzo ad un singolo modulo, riducendo i costi dell’operazione.

Le successive figure 5 e 6 chiariscono la questione:


Fig. 5 – Sostituzione led con striscia incollata alla barra



Fig. 6 – Sostituzione led con moduli rimovibili su barra professionale


L’utilizzo di moduli di piccole dimensioni rende più agevole e conveniente la sostituzione di parti danneggiate, mentre nel caso di intere strisce flessibili incollate oppure di moduli rigidi molto lunghi è evidente la difficoltà di eseguire l’operazione e il relativo alto costo.

I prodotti professionali e quelli destinati ad uso intenso utilizzano spesso accorgimenti idonei ad eseguire rapide e poco costose manutenzioni, come ad esempio la costruzione modulare, mentre i prodotti economici raramente adottano precauzioni di questo tipo perché comportano un aumento del costo. Per strano che possa sembrare, le lampade professionali sono quelle che, pur  offrendo la miglior affidabilità nel tempo, offrono anche le soluzioni meno costose per eventuali (molto rare) riparazioni. Per contro, i prodotti economici, più soggetti a guasti improvvisi, sono anche quelli più difficili o costosi da riparare, sebbene ci si aspetti esattamente il contrario !

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